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"MUTAMENTI"

BISACCIA 25-26 NOVEMBRE 2000

 

<< "MUTAMENTI": 23 -11-1980 / 2000. Il territorio, i progetti, le opere >>

 

 
 

"Azione documentaria" sulle trasformazioni urbane e territoriali connesse alla fase della ricostruzione post-sismica in Irpinia.
Evento organizzato in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Bisaccia (AV). 

 
     
  - PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE   
 
  • 25 nov. apertura della mostra con convegno
  • 26 nov. performance teatrale
  • mostra dal 25 al 26 nov.

 

 

     
  - PREMESSA   

 

La ricostruzione in Irpinia rappresenta certamente un segmento significativo nella storia contemporanea della regione che salda il post-terremoto con le prospettive di sviluppo delineatesi nell'ultimo decennio del secolo.
Dopo vent'anni - superato il tempo della cronaca - si può cominciare a porre le basi per una storicizzazione documentaria di una fase, quella del dopo terremoto appunto, che, innegabilmente, ha prodotto "mutamenti" sostanziali.
Confrontare dati, progetti, concretizzazioni è la modalità per evidenziare senza remore gli scempi compiuti, ma anche per dare giusto risalto a quelle esperienze che hanno segnato positive sperimentazioni urbanistiche, paradigmatici esempi di recupero architettonico ed edilizio e significative realizzazioni di nuova architettura.

La proposta vuole offrire, quindi, una documentazione che fotografando la storia recente contribuisca ad evitare la pratica dell'arte del dimenticare, costituendo un primo nucleo di immagini, testi, disegni, parole, suoni, riflessioni relativi ad opere che tra qualche lustro a ben diritto saranno riconosciute beni architettonici ed ambientali perché testimonianza assoluta di un epoca e quindi come tale da conoscere e preservare.

 
     

 

- I TEMI DELLA MOSTRA

<< "MUTAMENTI": 23 -11-1980 / 2000. Il territorio, i progetti, le opere >>

 
 

Le trasformazioni urbane, il territorio antropizzato, gli spazi dell'anonimato urbano, i singoli episodi di buona architettura sono stati oggetto di questo viaggio-reportage nell'Irpinia ricostruita negli ultimi vent'anni.

 

 

     
  - I MATERIALI DELLA MOSTRA  
 

La mostra si strutturerà come una sequenza di immagini e suoni che daranno una visione complessiva dei profondi cambiamenti dovuti ad opere territoriali, urbanistiche ed architettoniche che, significativamente, hanno trasformato il paesaggio irpino, in particolare a seguito del terremoto del 1980.
I pannelli informativi guideranno i visitatori nella fruizione della galleria di immagini e suoni; essenzialmente conterranno informazioni culturali e di carattere tecnico relativi al repertorio di esempi che rappresenterà l'ossatura della mostra.
Il reportage fotografico sarà proiettato utilizzando un minimo di sei diaproiettori che, incrociando le proiezioni, costruiranno uno spazio impalpabile, costituito dalle architetture in negativo, a colori, in bianco e nero del nostro territorio.
La musica riprodotta ad alto volume aiuterà ad immergersi ed isolarsi in tale spazio di proiezioni: ai canti popolari tradizionali si mescoleranno le sonorità emergenti espressa dalla cultura giovanile irpino.

 
     
  - LE IMMAGINI  

 

Una sequenza di immagini, suoni e testi tenteranno di fornire una visione complessiva dei profondi cambiamenti che hanno mutato il paesaggio irpino. Le trasformazioni delle città, il territorio antropizzato, gli spazi dell'anonimato urbano, i singoli episodi di buona architettura in un viaggio-reportage nell'Irpinia ricostruita. 

1. LE CITTA' DI NUOVA FONDAZIONE 
Il confronto tra gli impianti urbani di città ricostruite ex-novo a seguito di eventi sismici che hanno interessato il territorio dell'Irpinia nell'ultimo secolo.
CONZA DELLA CAMPANIA 

2. LE CITTA' (RI)COSTRUITE PER ADDIZIONI
Immagini di parti urbane realizzate come nuove addizioni a nuclei urbani consolidati.
BISACCIA
SENERCHIA

3. LE CITTA' RICOSTRUITE SU SE STESSE
Esempi di interventi unitari di ricostruzione urbana.
TEORA
SAN MANGO SUL CALORE
CALABRITTO

4. INFRASTRUTTURE E TERRITORIO: I SEGNI DEL MUTAMENTO
I segni del mutamento La rete delle infrastrutture e i poli industriali come parte fondamentale di una nuova configurazione del territorio.
allestimento di : Franco Archidiacono, Luca Battista, Giovanni Maggino

 

 

 

 

 

                             

 
     
 

                             

 
     
  - PIETRE CANNIBALI  

 

Pietre cannibali si accampano in uno spazio senza chiedere alcuna autorizzazione, si propongono come luogo di resistenza etica, disposte non soltanto al silenzio della riflessione, ma anche al rumore dello scambio sociale. Così, in un mondo disabitato di progetti e riformismi, pronto agli scontri e all'omologazione violenta, testimoniano unite il panico che è in ogni attimo della vita. Sculture che creano percorsi, prospettive sull'ignoto, ombre.Architetture per una nuova religione.

 
     
  - TRACCIA FANTASMA  
  Dalla sonorizzazione in diretta del film muto all'era del videoclip , si assiste ad una costante ed inarrestabile interazione tra suoni ed immagini.
Traccia Fantasma è presente attraverso i "fotogrammi" di MUTAMENTI nel tentativo di assemblare e riconfigurare i mutamenti sonori degli ultimi 20 anni.
 
     
  - OPERE PITTORICHE  
 

L'afflato partecipativo porta Giovanni Maglio a rendere in primo piano le vicende di un popolo e di una realtà che mostrano i segni della tragedia civile e sociale. 
E' in questa fusione di elementi, in questo recupero di una memoria storica dei luoghi e del vissuto della vicenda degli uomini, del proprio ambiente e della natura, che si manifesta la forza interiore della pittura di Maglio.

 
     

 

- PERFORMANCE TEATRALE

5° GRADO SCALA ZAHAROFF/RICHTER da un racconto di Ray Bradbury (I Fiori di Marte, Mondadori, 1998) cura di SALVATORE MAZZA e DEL CLAN H

 

 

La rappresentazione teatrale rappresenta la messa in scena del racconto di fantascienza di Ray Bradbury, dove viene illustrata la provocatoria e surreale tesi secondo la quale il destino del mondo, comprese le catastrofi che si abbattano sulle città, è opera degli architetti. 
La scelta di mettere in scena tale provocazione, in una prospettiva al negativo, offre la possibilità di poter introdurre degli spunti di riflessione sulla professione dell'architetto, sulle sue potenzialità sia costruttive che distruttive, per la sua valenza sociale, per il suo influenzare attraverso le sue forme e la sua essenza la vita stessa dell'uomo.
Per raggiungere gli obiettivi preposti, dunque, si è scelto di affidare il messaggio da trasmettere a forme di comunicazione che partendo dall'esposizione - attraverso video e diapositive - dei disastri "provocati" indirettamente anche dall'uomo, giungano alla rappresentazione teatrale di un racconto dell'americano Ray Bradbury - autore di romanzi di fantascienza - che in "Quinto grado della scala Zaharoff/Richter" illustra la sua provocatoria e surreale tesi secondo la quale la responsabilità delle varie catastrofi che si abbattono sulle città è da attribuirsi proprio alla classe dei progettisti di tali città.

 
     
  - IL CONVEGNO:  

 

Ricostruzione: quale eredità

 
 

Nell'ambito della manifestazione il convegno rappresenterà un momento di analisi a largo raggio sui risvolti sociali, architettonici, economici prodotti negli ultimi venti anni dal processo di ricostruzione.
Tre punti rappresenteranno le coordinate della discussione:

 

1.Profilo storico-sociale
Il terremoto e il processo di ricostruzione: quali trasformazioni sociali per le genti interessate dall'evento sismico.

2.Profilo architettonico-urbanistico
La gestione del territorio nei piani urbanistici e nel recupero dei beni storico-architettonici. Dalla cultura dell'emergenza nella ricostruzione post sismica alla gestione sostenibile del territorio.

3.Profilo economico
Terremoto e risorse: l'eredità della ricostruzione come patrimonio e volano di sviluppo.
Fare impresa nelle aree del sisma: testimonianze a confronto

A venti anni dalla tragedia del 23 novembre 1980 si rende opportuno coniugare la rivisitazione critica del terremoto con la volontà di fare del passato un utile tassello per la migliore gestione del futuro. Giornalisti, scrittori e studiosi per raccontare un viaggio, nella storia delle comunità che permetterà di evidenziare le ricadute sociali del processo post-sismico. Un confronto tra esperienze urbanistiche ed architettoniche nella gestione del territorio e nel recupero dei beni storico-architettonici. Infine l'eredità lasciata dall'opera di ricostruzione in termini di risorse edilizie che aspettano di essere gestite. 

Interverranno:
Franco Archidiacono, accanto s.r.l.
Marcello Arminio
, sindaco di Bisaccia (AV) 
Franco Arminio
, scrittore
Enrico Fierro
, giornalista
Raffaele Spagnuolo
, direttivo A.N.A.B.
Angelo Verderosa
, accanto engineering
Luigi D'Angelis
, ass.LL.PP. Comunità Montana Alta Irpinia
Fulvio Fraternali
, presidente Ordine degli Architetti - Avellino
Alfredo Picariello
, direttore responsabile 2000 Economia
Angelo Archidiacono
, accanto financing

moderatore: Pasquale Gallicchio

 

 

 

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